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Il Generalplan Ost nella logica di riassetto dell'Europa Orientale - [pag.3/9]
La Germania verso l'Est
La propensione all'espansione verso l'Est, alla costruzione di una egemonia tedesca verso Oriente, è una costante della storia della Germania ed una parte consistente della condotta assunta nel corso del primo conflitto mondiale è razionalizzabile attraverso la chiave di lettura degli intendimenti che la leadership guglielmina coltivava verso quelle terre.
I tedeschi non erano gli unici, peraltro (1), e dalle vie di fatto attraverso le armi si passò ai tentativi di costruire aree d'influenza nel corso degli anni Venti e Trenta (2).
"La sconfitta rallentò per tutti gli anni Venti i progetti di egemonia politico-economica della Germania in Europa orientale: nonostante questo, però, la finanza e il commercio tedeschi conservarono saldamente il primo posto guadagnato negli anni precedenti la guerra nella regione… si mirava a trasmettere un'idea di civilizzazione diversa ed alternativa rispetto a quella offerta dalle potenze concorrenti, centrata sul mito della
'Kultur', contrapposto sia alle 'decadenti' democrazie occidentali che alla 'barbarie' dello slavismo 'asiatico', e caratterizzata dal motivo del pangermanismo, rivolto specialmente alle comunità tedesche all'estero" (3).
Con l'ascesa di Hitler al potere i vecchi intendimenti si trasformarono in dottrina compiuta alla cui radice si collocavano sia il concetto di Lebensraum, ovvero di spazio vitale per le popolazioni di ceppo germanico, sia l'impostazione razziale nella globalità delle relazioni comunitarie. Si trattava dei due denominatori prevalenti nella Weltanschauung nazista verso l'Est.
La presenza di gruppi germanofoni o di radice tedesca rappresentava un'ulteriore opportunità per la messa in cantiere di progetti di espansione. La cui natura, però, era destinata a mutare radicalmente, assurgendo a vero e proprio orizzonte d'azione per il nazionalsocialismo stesso, nuova frontiera sulla quale misurare le ragioni politiche e sociali della propria stessa esistenza. Non si trattava più di rigenerare sfere d'influenza bensì di ricostruire il continente secondo i principi e i dettami del Nuovo Ordine Europeo.
Per capire cosa ciò comportasse bisogna prima soffermarsi su tale cornice di riferimento.

[C.V. segue>>]


  
NOTE

1) Stefano Santoro, Penetrazione culturale in Europa orientale 1918-1939. Le grandi potenze occidentali a confronto, in Passato e presente, a. XX (2002), n. 56, pagg. 84-114.

2) J.W. Borejsza, Il fascismo e l'Europa orientale. Dalla propaganda all'aggressione, Laterza Editore, Roma-Bari 1981.

3) Stefano Santoro, op. cit., pagg. 89-90.
copertina di pubblicazione nazista: Deuscher Osten
"L'Est tedesco. La terra del futuro". In questa copertina di una pubblicazione nazista emerge il mito della terra da colonizzare.