La situazione del "Distaccamento" è assai confusa: il gruppo
rimase in attesa di un segnale dai comunisti di Udine che gli permettesse di
essere riconosciuti come affidabili e poter cominciare ad operare.
Mario Karis e Darko Pezza facevano la spola in bicicletta da Trieste a Monfalcone
per avere notizie. Ondina ha assunto il nome di battaglia di "Natalia"
e si reca nell'appartamento di via Seismit Doda per portare cibo e notizie.
Il 26 giugno 1943 Karis e Pezza di ritorno da Monfalcone si imbattono in un
posto di blocco. Karis spara, ne nasce un conflitto a fuoco. Pezza riesce a
rientrare subito a casa mentre Karis ferito di striscio rientra la sera del
27. Proprio la sera del 27 Ondina, che non sa nulla, arriva nell'appartamento
per portare come al solito viveri e notizie.
Così Giovanni Fiori ricorda gli avvenimenti successivi:
"La
sera del 27 giugno 1943 venne la compagna "Natalia" come altre volte
per il consueto scambio di informazioni e per portarci da mangiare. La compagna
"Natalia", il Karis e io dormivamo in una stanza, in un'altra adiacente
alla nostra il Dettori dormiva da solo, mentre in cucina dell'altro appartamento
dormiva il Pecic [Darko Pezza] anche lui da solo. Il mattino successivo (28
giugno 1943), alle ore cinque circa, trovammo la casa circondata da carabinieri
e da squadristi-fascisti. Un momento prima il Karis era uscito per fare i bisogni
corporali ma tutto ad un tratto sento la voce del Karis che grida: "Aiuto,
siamo circondati" e nel medesimo istante entrava nella stanza occupata
da me e dalla compagna "Natalia".
Il mio primo pensiero [fu] quello di saltare dalla finestra (da notare che l'appartamento
si trovava al primo piano) ma vidi che il Karis mi rincorreva, pensai alla sua
posizione politica e gli lasciai il passo poi feci per seguirlo ma un carabiniere
mi puntava la pistola gridando "Fermo, mani in alto o sparo".
In camera rimasi io e la compagna "Natalia", mi venne l'idea di far
fuggire la compagna magari col sacrificio della mia vita. Finsi un mal di ventre
e mi misi in atto di fare i bisogni corporali e dissi alla compagna "Natalia"
di passare nella camera adiacente alla nostra [...] lei mi ascoltò malgrado
il carabiniere voleva opporsi. Il carabiniere messosi alla porta della stanza
da me occupata poteva benissimo controllare tutti e due [...] un momento vidi
che il carabiniere aveva l'attenzione verso la compagna, feci un volo, ma in
un attimo due squadristi e il carabiniere - che aveva sparato due colpi di pistola
e poi mi aveva seguito nel volo - erano sopra di me e mi legarono per bene e
poi mi condussero a piedi in caserma. Dopo un breve interrogatorio potei sapere
che il Pecic [Darko Pezza], il Dettori feriti ed io eravamo [stati] arrestati
mentra la "Natalia" ed il Karis erano fuggiti".
(
6)
(6) Memoria scritta di Giovanni Fiori
"Cvetko" del 20 agosto 1976 consegnata all'ex comandante dei GAP dell'Isonzo
e Basso Friuli, Vinicio Fontanot "Petronio".