Lente responsabile per la selezione dei polacchi delle SS era lUWZ
(Umwanderezentralstelle) che aveva stabilito quattro categorie razziali.
Gli appartenenti alla prima categoria erano giudicati portatori di sangue
tedesco ed erano destinati a subire un processo di germanizzazione culturale
e politica nel Reich. Dopo essere stati germanizzati venivano equiparati
ai cittadini tedeschi.
Gli individui classificati nella seconda categoria subivano un secondo esame
più particolareggiato a Lodz. Se ritenuti razzialmente validi
venivano reinsediati come fittavoli nelle aree dove scarseggiavano tedeschi
etnici.
Nella terza categoria ricadevano tutti gli impuri di età
compresa tra i 14 ed i 60 anni. Il loro valore era determinato soltanto dalla
loro capacità lavorativa utilizzabile nel Reich o nei territori occupati
dellEst.
La quarta categoria raggruppava tutti coloro che erano considerati privi
di valore razziale, tutti i bambini tra i 2 e i 13 anni e gli anziani
di oltre 65 anni. La destinazione fissata per questultima categoria erano
i campi di sterminio.
Questa suddivisione secondo il valore razziale poneva tuttavia una
serie di problemi.
Il principale riguardava i minori di 14 anni e gli ultrasessantenni. La legge
tedesca vietava il loro utilizzo in Germania come lavoratori coatti. Linvio
ai campi di sterminio poneva altri problemi che da Auschwitz lHauptsturmführer
delle SS Haumeir aveva fatto notare scrivendo che
in
base a direttive dellRSHA i polacchi contrariamente agli ebrei devono
morire di morte naturale. Il campo di Auschwitz era già
abbastanza intasato di prigionieri, non si poteva sovraccaricarlo
di persone non idonee e non eliminabili.
Il Gruppenführer delle SS Müller e il capo supremo delle SS nel Governatorato
Generale
Krüger trovarono
insieme una soluzione. Il colpo di genio consistette nella costituzione di villaggi
di pensionati nei quali anziani e bambini dovevano essere confinati. Questi
villaggi di pensionati situati nei dintorni di Varsavia dovevano
beneficiare delle razioni alimentari dei civili polacchi non impegnati in alcun
lavoro. In questo modo gli anziani avrebbero badato ai bambini e si sarebbe
risolta la spinosa questione dei polacchi razzialmente impuri ed
economicamente non utilizzabili.
Se da un punto di vista razziale le quattro categorie funzionavano
benissimo per gli scopi di pulizia etnica dei nazisti, il problema degli anziani
e dei bambini aveva messo in luce difficoltà notevoli sotto il profilo
pratico. Per questo alle categorie razziali vennero aggiunte delle
categorie di utilizzo.
Ciascun polacco sfollato venne dunque registrato con una scheda personale nella
quale, attraverso delle sigle, si indicava il destino finale:
WE (
Wiedereindeutschungsfähig) significava il trasferimento
verso la Germania o nelle colonie dellEst di un individuo germanizzabile;
AA (
Arbeitseinsatz Altreich), individuo da inviare come
lavoratore nel Reich;
RD (
Rentendörfer) indicava la reclusione in un villaggio
di pensionati;
KI (
Kinderaktion) era la sigla che indicava la operazione
bambini ossia la sottrazione ai genitori naturali e ladozione presso
una famiglia tedesca in Germania;
AG (
Arbeitseinsatz Generalgouvernement) indicava lutilizzo
come lavoratore coatto nel Governatorato Generale;
infine la sigla KL (
Konzentrationslager) indicava come
destinazione finale il campo di Auschwitz .
LObersturmbannführer Hermann Krumey fu responsabile della prima operazione
di evacuazione e selezione cominciata il 27 novembre 1942.
Allinizio del 1943 Krumey inviò ai suoi superiori un documento
riassuntivo delloperazione che è sopravvissuto alla guerra. Nel
rapporto, intitolato Bericht uber die Arbeit der Umwandererzentralstelle
Zweigstelle Zamosc von Beginn der Aktion Zamosc vom 27.11 bis 31.12.1942,
Krumey scrive:
In ventun giorni sono state espulse da 60 villaggi 9.771 persone. Sul
territorio sono state lasciate 2.716 persone adibite a lavori agricoli o come
lavoratori specializzati (questo contingente è composto esclusivamente
da persone del terzo gruppo di valutazione). Le 7.055 persone trasferite al
campo di Zamosc sono state filtrate e accorpate ai seguenti gruppi di valutazione:
Gruppo II (da germanizzare): 314 persone pari al 4,4%;
Gruppo III (importanti unicamente per le loro capacità di lavoro): 5.147
persone pari al 73%
Gruppo IV (previste per linvio al campo di lavoro di Auschwitz): 1.594
persone pari al 22,6%.
Gli individui del III Gruppo, i bambini sino ai quattordici anni, gli anziani
oltre i sessantanni detà del IV Gruppo che dovranno essere
internati nei cosiddetti villaggi di pensionati sono stati così ripartiti:
AA (abili al lavoro nel Reich): 1.751 persone;
RD (destinati ai villaggi per pensionati): 1.436 persone;
KI (bambini sino ai quattordici anni): 1.838 persone;
AG (destinati al lavoro nel Governatorato Generale): 806 persone.
Del IV gruppo di valutazione - esclusi i vecchi e i bambini - 910 persone sono
state inviate al campo di lavoro di Auschwitz. Le persone destinate al lavoro
obbligatorio nel Reich serviranno prima di tutto a sostituire gli ebrei che
si trovano ancora a Berlino.
Con quattro trasporti sono stati inviate al lavoro a Berlino 1.310 persone;
con tre trasporti 2.207 persone sono state inviate nei villaggi di pensionati;
con due trasporti sono state inviate 285 persone per la germanizzazione;
con un trasporto 644 persone sono state inviate al campo di lavoro di Auschwitz.
Le persone rimaste al campo (di Zamosc), le perdite per decesso, fuga, etc.
ammontano a 2.609 persone.
L'ideale
della "razza superiore" nella propaganda nazista.
Gli esperti razziali tedeschi esaminavano con scrupolo tutti i soggetti assimilabili
alla "razza nordica"
Fotografie,
archivi statistici, indagini demografiche e antropometriche: nulla doveva essere
lasciato di intentato per la salvezza del "sangue germanico".