La
pulizia etnica della regione di Zamosc proseguì per i primi tre mesi
del 1943 senza alcuna sosta.
Nel gennaio le operazioni si svolsero intorno alla città di Hrubieszow
a est di Zamosc, 26 villaggi vennero evacuati. Nel febbraio-marzo unulteriore
azione spopolò altri 28 villaggi della stessa area.
Il bilancio prima della fine di marzo assommava a 116 villaggi evacuati. Cinquantamila
persone erano state allontanate dalle loro case e di queste venticinquemila
erano state catturate ed inviate al campo di concentramento di Zamosc.
Loperazione tuttavia incontrò a partire dallinizio di gennaio
una opposizione sempre più viva. La Resistenza polacca si era fatta sempre
più intensa. I tedeschi contavano oltre 2.000 attacchi partigiani dallinizio
dellanno e stimavano a non meno di 5.000 i partigiani polacchi attivi.
In più quasi 20.000 civili si erano sottratti alla cattura rifugiandosi
nelle zone boscose.
Un preoccupato rapporto del responsabile della zona di Paulawy, Brand indirizzato
al Governatore
Frank avvertiva:
Il dominio tedesco in questa area è in
pericolo di totale estinzione se non saranno adottate le misure più energiche
nel più breve tempo possibile per sostenere lautorità tedesca
ormai totalmente compromessa.
Che la situazione fosse particolarmente grave per i tedeschi lo si era visto
sin dal gennaio 1943.
Krüger
allinizio del febbraio 1942 aveva scritto a
Himmler:
Il 25 gennaio alcuni contadini polacchi, apparentemente degli evacuati
dal circondario di Zamosc - hanno attaccato di sorpresa nella tarda serata,
il villaggio di Cieszyn, nel circondario di Hurbieszow, [...] hanno saccheggiato
delle case e ucciso trenta tedeschi etnici fra i quali delle donne. Sono stati
uccisi anche quindici uomini della guardia territoriale che per carenza di armi
non erano ancora armati. [...] Dopo aver individuato con esattezza [lidentità]
dei responsabili, si pensa ad una grande razzia per sterminare i villaggi incriminati
[...]. Lobiettivo di questa azione di rappresaglia [è] di spezzare
una volta per tutte ogni resistenza polacca nellarea di trasferimento
delle popolazioni.
Le buone intenzioni di
Krüger
tuttavia non portarono a risultati soddisfacenti. Già tra il 1° e
il 2 febbraio 1943 un duro scontro tra polizia tedesca e partigiani si era svolto
vicino al villaggio di Sumin.
Allinizio della primavera era chiaro che lintera regione si era
ribellata. Lufficio del Governatore
Frank
a Cracovia scriveva con estrema franchezza il 23 febbraio 1943:
Si
è costretti a constatare che nuovamente, dal dicembre 1942, delle bande
di più di cento persone - al cui interno si trovano anche donne e bambini,
hanno fortemente aumentato il livello di insicurezza. Si può senzaltro
parlare di un movimento popolare organizzato su base paramilitare, che ha impegnato
battaglia contro formazioni di polizia causando pesanti perdite o respingendole.
Un gruppo di SS, polizia e tedeschi "etnici" ausiliari impegnato in
un rastrellamento nel villaggio di Bydgoszcz durante i primi mesi di occupazione
Partigiani
ebrei attivi nella foresta di Parczew. Si tratta del gruppo comandato da Yehiel
Grynszpan da sinistra destra: Dudkin Rubinstein, Jurek Pomeranc, Lonka Pfefferkorn,
Lova ?, e Yehiel Grynszpan.Il partigiano inginocchiato a destra è Pacan
Rubinstein.