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Il laboratorio razziale di Zamosc - 9
L’operazione “Lupo Mannaro”
Per schiacciare la Resistenza polacca Globocnik aveva disperatamente bisogno di uomini. Le forze a sua disposizione erano decisamente insufficienti per sedare la rivolta. Himmler voleva che la situazione fosse risolta al più presto: dovevano essere insediati altri 10.000 coloni tedeschi intorno a Zamosc, altri 10.000 nell’area di Lublino e 19.000 a Krasnystow.
Già a gennaio Himmler aveva impartito ordini precisi: “Le azioni di rappresaglia decise devono essere attuate con la massima severità in modo tale da raggiungere la certezza che quella sarà l’ultima aggressione nell’area di colonizzazione tedesca. Se necessario dovranno essere sterminati interi villaggi”.
Per dare una immediata dimostrazione ad Himmler e prendere tempo, Globocnik il 1° giugno 1943 attaccò il villaggio di Sochy massacrando 183 abitanti su un totale di 196.

Contemporaneamente vennero reclutati sei battaglioni di polizia motorizzata e due battaglioni della Divisione SS “Galizien” composta da volontari ucraini.
Verso la metà di giugno Globocnik disponeva di 10.000 uomini, dell’appoggio di artiglieria della Wermacht e di aerei della Luftwaffe.
Con questo dispiegamento di mezzi, la notte tra il 23 ed il 24 giugno 1943, Globocnik lanciò l’operazione “Lupo Mannaro” (Aktion Werwolf).
L’attacco si concentrò sulla cittadina di Alexandrow, vicino Bilgoraj. Dopo un intenso bombardamento di artiglieria e l’intervento dell’aviazione le truppe di Globocnik entrarono in azione. Dei 7.000 abitanti della zona 3.000 furono catturati e spediti al campo di Zamosc. L’operazione proseguì senza sosta. Vennero coinvolti più di 55.000 civili polacchi in un crescendo di brutalità ed omicidi.

Ai primi di giugno i nazisti avevano attaccato e distrutto 171 villaggi, 12.079 civili erano stati catturati.
Tuttavia l’operazione non era terminata. Globocnik per completare la “pulizia” della regione lanciò una seconda operazione: l’Aktion Sturmwind che si protrasse sino ad agosto.

Il bilancio finale della repressione fu agghiacciante: 36.389 persone di tutte le età e di ambedue i sessi vennero catturate ed inviate al campo di transito di Zamosc.
Qui i prigionieri furono “selezionati secondo criteri razziali” per un destino finale che, nella migliore delle ipotesi, equivaleva alla schiavitù, nella peggiore alla morte.
Operazione "Lupo Mannaro": figli divisi dai genitori
Rastrellamento di ebrei e polacchi nella provincia di Zamosc